“Giunta, o vicina è l’ora (umana vita

come te n’ voli), è l’ora giunta, ond’io

vi lasci, amici, e me ne torni a Dio;

ecco l’Angelo suo, ch’a lui m’invita.

Mia gran ventura e sua grazia infinita

da tal mi tragge affanno. E ‘n tanto oblio

vissi qui di me stesso. O Signor mio,

dunque teco sarà quest’alma unita?

In te risorge eterno e luminoso

il mio dì che tramonta oscuro e corto,

or che spoglia han di me le Parche irate.

Voi, quando sentirete: Il Caro è morto,

rivolgete in gioir del mio riposo

quanto avete d’amore e di pietate.”


Annibal Caro da: Rime del Commendator Annibal Caro, Venezia 1569

La Corona per la morte di Annibal Caro